Guglielmo da Baskerville: “L’assassino è l’abate”.

guglielmo da baskervilleScatta l’ora della verità per il giallo dell’Abbazia di Montecassino. La versione ufficiale delle autorità religiose  attribuiva i decessi tra le mura monastiche alle pagine avvelenate del secondo libro della Poetica di  Aristotele, che trattano della commedia e del riso, mentre l’abate Vettorelli si sarebbe dimesso per motivi di salute.  Ma le indagini di frate Gugliemo da Baskerville, coadiuvate dalla guardia di finanza, raccontano una realtà ben diversa. La pista che conduce alla verità non è il manoscritto della Poetica ma il libro contabile che riporta le spese personali di Sua Eccellenza l’abate, paragonabili a quelle di una rockstar dissoluta: oltre 30.000 euro al mese per droghe, sesso, cene principesche e alberghi di lusso. Il libro proibito sarebbe finito nelle mani di alcuni confratelli, disvelando alle loro candide anime la commedia dell’austerità monacale. La commedia stimola il riso e il riso – ammoniva il venerabile Jorge – incrina la fede ma soprattutto, se diventa incontenibile, rompe parecchio le balle. Sicché, conclude frate Guglielmo nella sua relazione, alcuni monaci furono avvelenati solo dopo essere stati abbattuti a bastonate.

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