Sanità, tra i 208 esami tagliati manca l’esame di stato della Lorenzin

ospedaliGli esami non finiscono mai un par di palle, non se ne abbia a male la buonanima di Eduardo. Gli esami, a un certo punto, devono finire, altrimenti non si vive più. O si vive troppo. Nella lungimirante sanità italiana  ne verranno tagliati ben 208. Dichiarati superflui per via burocratica. Il numero degli esami deve essere congruo, compatibile con i costi. Se qualcuno poi, a babbo morto, dovesse risultare necessario, pazienza: nella vita, agli esami, non si è mica sempre promossi. E il diritto alla salute per tutti è un “sei politico” da abolire. Da rottamare, come dicono gli intellettuali.

Il sistema sanitario italiano, con tutti i suoi difetti, è uno dei migliori del mondo. Anche grazie agli “esami inutili” che aiutano a prevenire o a curare per tempo una grave malattia. Ma in Italia, quando una cosa è fatta bene (come la Costituzione) o funziona decentemente (come la Sanità), bisogna intervenire con urgenza per porre rimedio all’anomalia. Mettendo magari la persona giusta al posto giusto: la ministra Lorenzin, per l’appunto. Una che nella vita ha fatto un solo esame, quello di maturità.

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