La Grande Finale

fiera del levanteDi tennis non so assolutamente nulla. Ho solo un vago ricordo di un tennis commentato da Giampiero Galeazzi che di solito introduceva la pennica pomeridiana. Poi, come spesso succede nella vita, col tempo la passione è finita. Non riesco invece a scrollarmi di dosso una fastidiosa allergia alla retorica. Il Gramellini di prima mattina, per esempio: «Dopo esserci andata col funerale dei Casamonica, l’Italia ritorna sulle prime pagine di tutto il mondo con un racconto positivo e allergico ai cliché. Flavia e Roberta sono due donne del Sud, due pugliesi trentenni cresciute insieme lungo i sentieri decisivi dell’adolescenza.» Per dire che se proprio tennis deve essere, meglio il ruspante Bisteccone. Lo riabilito sul campo. Sul sentiero decisivo.

Passando a cose più serie, visto che si parla di Sud, andrei sulla concomitanza dell’evento sportivo con l’apertura della Fiera del Levante proprio in Puglia, la terra generosa di Flavia e Roberta. Per la politica è un vecchio baraccone, la Fiera del Levante: sempre la solita solfa sul futuro del Mezzogiorno, con l’apertura rituale del presidente del Consiglio. Quest’anno, magari, la presenza del premier poteva essere importante, meno liturgica, un segno di sensibilità politica, visto che l’ultimo Rapporto Svimez ha fotografato un Sud drammaticamente in ginocchio: Pil inferiore a quello greco, crollo storico della natalità, giovani in fuga, corruzione alle stelle e mafie a far festa. Un pezzo di Italia sull’orlo del baratro, non il solito Sud malconcio e speranzoso. Ma il premier ha pensato bene di prendere l’aereo di stato e volare in America per la Grande Finale di tennis tutta italiana. Il Sud non fa notizia e dei suoi guai non gliene frega una mazza a nessuno, nel mondo che conta. A portar voti a Roma poi ci pensa Azzollini, insieme a tanti altri valorosi uomini del Sud. Quindi di corsa in America: per l’immagine della Nazione e la possibilità irripetibile, per il suo Capo, d’essere inquadrato dalle tv di tutto il mondo. Il Funerale Casamonica l’hanno visto pure nel deserto australiano, quello del Mezzogiorno meglio nasconderlo.

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