Per chi suona la Campania

ricetta paccheriEra tutto pronto: i paccheri, la bufala, il pane cafone.
Ma suonano. Era lui, proprio lui di persona. Don Francisco.
«Madre de Dios, Santità, che sorpresa! Que emocion! L’ottico però è un cento metri più avanti, ma s’accomodi…»
«Me scusi por el disturbo, non avrebbe dos folies de basilico para la pasta de la Norma?»
«Ma certo. Anche lei dieta borbonica?»
«Borbonica..?»
«Venga, le spiego.»
«Oh, que maravilla! Rigatone muy grande e muy apetittoso, lo assaggio volentieri.»
«Pacchero, Santità. Una grande mano benevola e severa, come quella di Nostro Signore quando ci sgama. E poi la bufala campana, assaggi. No, campana senza batacchio: la vaca, in senso geografico. Quella col batacchio, in senso bovino, mi perdoni, es el toro.»
«Si figuri. Buona, squisita anche la mozarilla.»
«E il pane, Santidad? Il pane cafone, il pane del pueblo. Con la mozzarella di bufala es la muerte sua.»
«La muerte?»
«No, niente, è un modo di dire. Gradisce un caffè, Santità? Un limoncello?»
«Quello, se me accompagna, lo beviamo dall’ottico. Offro io.»

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