La buona scuola – Parte seconda: la vendetta

la buona scuola“Se tu mi voti io ti sistemo, se non mi voti ‘nto culo a tia e a tutta la tua famiglia” aveva detto, nel suo ultimo memorabile comizio pre-elettorale, l’on. Cetto La Qualunque.
È stato di parola, Matteo Renzi. Mancano all’appello milioni di voti, è stata una gran figura di merda per il Cetto fiorentino: il suo Partito della Nazione soffocato nella culla, i suoi candidati prediletti spernacchiati dagli elettori in Liguria e in Veneto. E allora niente assunzione, per 100.000 precari della scuola. Ancora qualche settimana fa la stabilizzazione dei precari era data per certa. Sul governo italiano pende inoltre una condanna della Corte di Giustizia europea. Ma i conti non tornano sul pallottoliere del piccolo Matteo, per cui chi se ne fotte dei lavoratori, dell’Europa e del diritto. In questi casi si offre – semplicemente e qualunquemente – la canonica scontata pleonastica “beata minchia”. Colpirne 100.000 per educarne milioni: la buona scuola, cornuti!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in articoli, Politica italiana, Scuola e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...