Il Caballerum

legge acerboL’Italicum, l’hanno detto in tanti, è uno sfregio alla democrazia. Profondamente sbagliato persino nel nome. Dovrebbe chiamarsi Caballerum, in omaggio ai due cavalieri che presero la scorciatoia del potere per via elettorale senza l’impiccio di conquistare la maggioranza: il cavalier Benito e il cavalier Silvio. Il primo con la legge Acerbo nel 1924, il secondo col Porcellum pochi anni fa. Ci provò pure la Democrazia Cristiana con la legge truffa del 1953, ma senza riuscirci. Alcide De Gasperi, pur frequentando brutta gente come mussolisi silvioScelba, non apparteneva all’ordine equestre ma alla sparuta fanteria degli statisti; forse per questo fissò troppo in alto l’asticella del premio di maggioranza, al 50%. Il meccanismo della legge elettorale col premio incorporato e la filosofia che lo ispira sono semplici e di buon senso: la maggioranza non la conquisti sul campo ma te la fabbrichi e non c’è nulla di scandaloso, perché un paese diventa ingovernabile se a decidere siamo in tanti. I rappresentanti del popolo, poi, meglio se li scelgono direttamente i capi-bastone dei partiti, che sono del italicum renzimestiere.

E così siamo arrivati all’atto quarto della grande truffa, ma con una notevole differenza rispetto al passato: non c’è stata alcuna vera mobilitazione contro l’Italicum, né in Parlamento né fuori. Nel ’53 si dimisero due presidenti del Senato, si mobilitò, come contro il Porcellum, l’opinione pubblica. Oggi un bel pezzo dei quel popolo che continua a definirsi di sinistra è con Renzi e con la sua legge elettorale. Perché “siamo al governo”, perché “Renzi fa quello che gli altri non hanno mai fatto” perché “con Renzi si vince”. Ricordano gli italiani del Ventennio estasiati dai “treni che arrivano in orario”. Col Duce si vinceva facile. Littorine puntuali e l’Impero all’orizzonte. Ora è il turno della sinistra frustrata, sempre perdente coi D’Alema e coi Bersani. Ora si vince, poco importa che gli sconfitti degli ultimi decenni – lavoratori dipendenti, ceti medi, precari, disoccupati, giovani – siano di fatto esclusi dalla partita. Però la sera delle elezioni potranno andare a letto sereni. Sapranno, con assoluta certezza, chi ha vinto le elezioni.

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