Scorciavacche Highways (Ciucci che va, ciucci che vengono)

ciucciDopo l’ultimo crollo sulle autostrade siciliane, Pietro Ciucci, boss dell’Anas, si dimette. Esce di scena con la stessa sfrontatezza dei Lupi e degli Incalza (“Ho assecondato un desiderio di discontinuità”), senza pesi sulla coscienza, costruita anche quella, evidentemente, con materiali scadenti. Escono di scena, i signori delle opere pubbliche, come i balordi dei film western, dopo aver sfasciato il saloon e senza pagare il conto.
O meglio, “chi ha sbagliato pagherà”, come continua a ripetere il governo dopo il crollo, sempre in Sicilia, del viadotto Scorciavacche (pardon, Scorciavacche Bridge) ad appena una settimana dall’inaugurazione. Basta intendersi sull’identità di chi ha sbagliato: in questo caso i siciliani che viaggiano sulla Palermo-Catania, quei siciliani che sognano cose grandiose ma che nell’urna scelgono, puntualmente, il Faraone sbagliato. Ma le punizioni non finiscono qui: Mr. Ciucci, prima di levare il disturbo, ci ha ricordato di non essere l’ultimo dei boiardi di stato, “ce ne sono molti altri”. Ciucci che va, ciucci che vengono, ne passerà ancora molta, di acqua sotto i ponti. Sopra, procedere con prudenza.

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