L’avvocato del Diavolo e il Crocifisso

la-legge-è-ugualeAlcuni avvocati di Ferrara scrivono al tribunale chiedendo che siano rimessi i crocifissi nelle aule: perché lo prevede una legge del 1926 tuttora in vigore ma soprattutto perché la croce – dicono – è ” un richiamo alla verità, al bene e alla giustizia”.
Forse stupirò qualcuno ma sono assolutamente d’accordo: ciò che trovo invece scandalosa è la scritta “La legge è uguale per tutti” che campeggia nelle aule di giustizia dove i poveracci che rubano un pollo al supermercato finiscono in galera mentre chi froda il fisco per centinaia di milioni viene mandato a raccontar barzellette ai vecchietti di un ospizio; dove uno scrittore è sotto processo per aver criticato la TAV mentre i politici e gli affaristi che ingrassano con le grandi opere scorazzano nei salotti della tv di stato. Dove una sentenza cancella la memoria delle centinaia di vittime del Signore dell’Eternit.
La legge è uguale per tutti, ma nelle carceri sovraffollate del paese più corrotto d’Europa i condannati per reati di corruzione sono lo zero virgola qualcosa per cento.
Allora lasciamo pure il crocifisso nei tribunali: non come simbolo religioso, ma come conforto, come ammonimento; come testimonianza; come evidenza storica del fatto che il Cristo, come i poveri cristi di tutte le epoche, non poteva permettersi un buon avvocato.

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