Il Bello, il Bullo e la Maestra.

yanis varoufakisDal clamoroso 40% del Pd alle Europee è passato meno di anno, eppure sembra sia passato un secolo. Perché quel fantastico risultato, secondo la retorica renziana, avrebbe pesato sulla bilancia delle politiche austeritarie e l’Europa finalmente avrebbe cambiato verso, grazie anche al fatale Semestre Italiano rappresentato in quei giorni come l’inizio del Rinascimento europeo o giù di lì. Sappiamo come sono andate le cose: Berlino ha continuato a dettar legge e lo “storico” semestre si è chiuso tra gli sbadigli.
E non staremmo neanche qui a parlarne, se non fosse che nel frattempo in Grecia Syriza è andato al governo e chiede, con determinazione, di trasformare in fatti concreti le chiacchiere renziane sulla fine dell’austerità. “Qui è Rodi, qui salta” diceva un antenato di Varoufakis agli spacconi del suo tempo, ma il bulletto fiorentino rimane acquattato sulla seggiola di scolaretto vivace ma ubbidiente che la maestra Merkel gli ha assegnato. Nessuna revisione del debito, ha ragione la Signora Maestra, cinguetta convinto; ché una cosa è fare il ganassa con Civati, ma se Berlino alza la voce zitti e mosca e spezziamo le reni alla Grecia.

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