Il suicidio dell’Unità

l'unitàQuindi l’Unità chiude. Per la terza o la quarta volta, ho perso il conto. Senza rinunciare a un ultimo penoso appello, per la propria sopravvivenza, al potente di turno. In tutte le tragedie, piccole e grandi, c’è chi muore in piedi e c’è chi muore in ginocchio. “Hanno ucciso l’Unità”, titolava ieri il quotidiano. Escludendo il povero Antonio Gramsci – che, dell’Unità, semmai, è la vittima più illustre – gli indizi dell’omicidio non mancano: in primis la gestione allegra garantita dallo Stato che finanzia e garantisce i debiti. Se poi consideriamo una linea editoriale (!!) che nel giro di un anno è passata dal “mai con Berlusconi” di Bersani alla folle rincorsa delle larghe intese di Letta fino al “Silvio padre della Patria” di Renzi – non è da escludere del tutto l’ipotesi del suicidio.

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Una risposta a Il suicidio dell’Unità

  1. Mauro Poggi ha detto:

    Speriamo sia la volta definitiva. Il povero Gramsci non ne poteva più di rivoltarsi nella tomba.

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