I tromboni del 25 aprile

boldriniGli uomini e le donne che hanno lottato contro il nazismo ci hanno lasciato due pesanti eredità: la Costituzione repubblicana e la retorica delle celebrazioni. Siccome siamo la patria del trasformismo, un destino cinico e baro sembra aver affidato ai tromboni della seconda il compito di demolire la prima. Con una legge elettorale che li solleva dalla fatica di conquistare la maggioranza dei voti, una legge sul lavoro che è un inno alla precarietà, un Senato non elettivo occupato dai lanzichenecchi delle Regioni e via discorrendo. E allora fiato ai tromboni, oggi è la festa della Liberazione! Attacca naturalmente Napolitano, l’ossimoro vivente, il Presidente che ha restaurato la monarchia, l’uomo che fa e disfa governi fottendosene allegramente della volontà popolare.  Gli fa eco Madama Boldrini, che carica di richiami alla memoria i pallettoni della sua guerra personale e senza tregua contro il M5S, quindi irrompe un Renzi inneggiante ai “ribelli di ieri”, in modo che il pensiero corra al “ribelle di oggi” a cui la Patria affida i suoi destini e che si incarna, modestamente, nella sua persona. Il concerto si chiuderà coi tiggì della notte. Domani è un altro giorno: riposto il trombone nella custodia, si torna a lavorare di piccone.

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