Il forcone in salotto

forconi“All’inizio c’è la Parola e la Parola è presso Dio, la Parola è Dio e tutte le cose che esistono è la Parola ad averle create”. Il delirio senile di Scalfari è irrobustito, da qualche tempo, dalle frequentazioni papali. Il suo ultimo editoriale esordisce col Vangelo di Giovanni per affermare che si è smarrito il senso delle parole e delle cose, con un chiaro riferimento alle tensioni sociali che starebbero preparando un scenario cileno di demolizione della democrazia. Gli fa eco la Camusso che dichiara angosciata: «Non si capisce cosa vogliano certe piazze». La segretaria dellla Cgil, che di piazze dovrebbe intendersene,  è talmente adusa, al pari di Scalfari, al linguaggio dell’hestablishment, che fatica a comprendere i ruvidi e a volte minacciosi dialetti del popolo. Un popolo ottuso, racconta l’articolo,  che rigetta l’evidenza di una recessione ormai archiviata, di uno spread basso, di un Pil che secondo l’affascinante algebra scalfariana sarebbe tornato positivo, di un governo stabile guidato da uno statista come Letta. E’ affranto, il Grande Direttore. «Possibile che questo mi tocchi spiegarlo? È umiliante per chi lo spiega e soprattutto per chi da solo non ci arriva.» Ma il popolo testone si ostina a non capire, nonostante Scalfari sia affiancato, nella diffusione della Parola, dal mònitosauro Napolitano e dai chierici delle tante e troppe chiese vuote: partiti, sindacati, giornali, confindustria, associazioni di categoria. Uniti nell’avvilimento  per i tempi eretici. Finita la pasqua berlusconiana, la disperazione crescente di lavoratori autonomi e precari deflagra in rivolta spontanea in cui spuntano predicatori inquietanti. Sull’altro versante, quello della sedicente sinistra, come è noto,  è quaresima da sempre.  Così il M5S che, secondo Scalfari, dovrebbe sparire dalla scena politica «invece viaggia tra il 21 e il 22 per cento con tendenza al rialzo». Come se non bastasse «molti elettori del Pd con sentimenti di sinistra non se la sono sentita di votare per Grillo e sapete che cosa hanno fatto? Hanno votato Renzi.»

Se questo è il quadro, è evidente che la democrazia è in pericolo. L’ultima salvezza, l’ultimo baluardo della civiltà, è una nuova legge elettorale. Proporzionale o maggioritaria ma con un forte sbarramento all’ingresso delle urne: far votare solo gli amici di Scalfari e i parenti di Letta e salvare, prima che sia troppo tardi, i destini della Patria.

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