La superzoccola (con scappellamento a destra)

siamotutteputtane3“Siamo tutti puttane”, dicono Santanchè e compagnia. Fatta la tara al tutti non è una gran notizia,  in un paese dove la zoccolaggine è una piaga sociale. Il vero scandalo, semmai sono i prezzi. Tipo la tariffa di Giuliano Ferrara, in Rai con un contratto principesco e ascolti da setta carbonara. Per non dire dei costi delle carriere di certe signore,  schizzate dal lettone di Putin alla poltrona di ministro o di parlamentare senza neanche il tempo di infilarsi le mutande. Eppoi la tangenti pagate in natura, e le “missioni” specialissime di consiglieri regionali e funzionari comunali (“c’ho qui l’Adriana che l’è tutta ‘n bollore”). La mignottocrazia è una spesa corrente della pubblica amministrazione, andrebbe scritta nella Costituzione insieme all’obbligo del pareggio di bilancio. La prostituzione intellettuale dilaga. Ci sono più marchettari nei palazzi del potere, nei giornali, nelle burocrazie e nei c.d.a. che metalmeccanici nelle fabbriche.

Ora scendono in piazza. Si sentono maggioranza, costituzione materiale. C’era una fauna variegata, in piazza Farnese. Un bel gruppo di algide signore, la Santanchè, la Ripa di Meana, la fidanzata Pascale, la sciura Anselma in Ferrara che psicanalizza con “l’invidia del pisello di Silvio”. E l’invidia sociale, dove la mettiamo? Avete mai visto un operaio con un pisello a propulsione idraulica? C’era un ex ministro infervorato contro “quei mascalzoni diventati magistrati grazie a un concorso pubblico”,  senza una pratica mercenaria di avviamento alla carriera. C’era il ministro in carica Lupi perché, che volete, qualche zoccola c’è pure tra i ciellini.

Siamo tutti puttane dunque, ma non tutti da marciapiede. Ci sono anche le case chiuse, tipo il Pd, con le sue false marie goretti istituzionali. Quelli che lo fanno ma non lo dicono, come Epifanio Epifani. Parla di “episodi giudiziari” che riguardano Berlusconi, il segretario. Passava davanti al Tribunale, il Cavaliere, e gli è caduto in testa un episodio giudiziario, come un vaso di gerani. Sette anni in una botta, una cosa sgradevole e  imprevista come la scacazzata di un piccione.

Lo spettacolo della politica italiana non si discosta dai canoni orrendi dell’ovvietà e non dà tregua. Prepariamoci quindi alle prossime puntate: tutti in piazza con Briatore (“Siamo tutti sulla stessa barca”), a seguire D’Alema (“Siamo tutti stronzi”) e Razzi (“Siamo tutti analfabeti”). Ci sarebbe anche un “Siamo tutti inferociti”, ma gli attori son disoccupati e gli sceneggiatori senza idee.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ElzeVirus. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...